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Il Sovrano Militare Ordine di Malta:
nove secoli di gloria in difesa della Cristianità e
di amore verso i fratelli sofferenti

Secondo la tradizione l’Ordine venne fondato prima della presa di Gerusalemme da parte dei crociati (1099). All’inizio dell’ XI secolo, un gruppo di mercanti d’Amalfi ottenne dai Califfi Fatimidi, padroni della Palestina, la concessione di terreni nei pressi del Santo Sepolcro per la costruzione di un quartiere: fondachi  mercantili, chiesa, ospizio per i pellegrini, viandanti, poveri e ammalati.

L’Ospizio (“Sacra domus hospitalis”), dedicato a San Giovanni Battista, fondato da fra’ Gerardo, amalfitano, e retto da monaci (“fratelli serventi i poveri”), dette origine all’Ordine dell’Ospedale di Gerusalemme (Ospitalieri di San Giovanni Battista).

Quando i crociati giunsero dinanzi  alle mura di Gerusalemme nel 1099, Gerardo era all’interno delle mura, a prestare soccorso agli ammalati. I Saraceni lo accusarono di aiutare gli assedianti e venne torturato.

I monaci adottarono l’abito (tunica) nero dei Benedettini, a cui era affidato il servizio del culto nella relativa chiesa, con una semplice croce di stoffa bianca cucita sul petto; in seguito venne adottata la croce bianca ottagona (Croce di Malta).

La regola dell’Ospedale Gerosolimitano, modellata su quella di S.Benedetto, ottenne nel 1113 l’approvazione di Papa Pasquale II, il quale assicurò il diritto di eleggere, in modo indipendente ed autonomo, i successori di Gerardo, senza intervento di altra autorità ecclesiastica o laica. Successivi Pontefici confermarono e ampliarono questi privilegi. Così l’Ospedale divenne un Ordine religioso della Chiesa (“Sacra Religio Jerosolymitana”)

Con Fra’ Raimondo du Puy (o di Podio), successore del Beato Gerardo (prima metà del XII secolo), i monaci dell’Ordine dell’Ospedale di Gerusalemme, ai tre voti peculiari di ogni Ordine religioso (castità, povertà, obbedienza), aggiunsero l’obbligo di cingere la spada a difesa dei pellegrini, della fede e del Regno latino di Gerusalemme contro i Saraceni, divenendo un sodalizio religioso e militare (“religio militaris”) come i Templari.

Fin dall’inizio l’Ordine, come la Chiesa, fu soprannazionale. I suoi membri, reclutati in tutti i paesi Cristiani, erano divisi in tre classi:

-          i Fratelli Cavalieri (Fratres o professi), aperta solo ai nobili

-          i Cappellani

-          i Fratelli serventi o Sergenti d’arme (Confratres), che non professavano.

I Giovanniti si diffusero in Palestina e nei paesi cristiani, ricevendo privilegi e donazioni; furono così in grado di fondare un cospicuo numero di “domus hospitales”; di costruire fortezze; di formare un corpo di cavalleria indigena (turcopoli) reclutato in Anatolia; di condurre per proprio conto compagne militari. Agli inizi del’300 si arricchirono dei beni del soppresso Ordine dei Templari.

Perduta la Terra Santa, l’Ordine di San Giovanni si trasferì nel 1291 prima a Cipro, poi nel 1309 a Rodi ove rimasero per oltre due secoli. I Cavalieri, ormai chiamati di Rodi, costituirono uno stato sovrano e una potente flotta.

I cavalieri si aggregavano “per lingue” e risiedevano nei rispettivi “Alberghi” detti Lingue o Nazioni, ognuna delle quali aveva un capo, o piliero (da pileus = pilastro, in pratica presidente). Le lingue furono: Provenza, Alvernia, Francia, Italia, Aragona, Inghilterra, Germania, Castiglia – Portogallo.

A ciascuna lingua doveva appartenere per consuetudine, uno dei dignitari che coadiuvavano il Gran Maestro nel governo dell’Ordine. All’Italia competeva la carica di Ammiraglio.

Caduta Costantinopoli (1453), i Turchi attaccarono e conquistarono, dopo accanita lotta, l’isola di Rodi (1522). L’Ordine capitolò con l’onore delle armi: i superstiti cavalieri (meno di duecento), con migliaia di profughi, il Tesoro e gli Archivi, salpò per l’Italia. Dopo brevi soste a Candia, Messina, Baia e Civitavecchia, l’Ordine ottenne da Carlo V, in feudo perpetuo, le isole di Malta, Gozo e  Comino e la città di Tripoli (1530). Il Papa Clemente VII ratificò la transazione. Questo terzo periodo della storia dell’Ordine doveva durare 268 anni; d’ora in poi i cavalieri si chiameranno Cavalieri di Malta.

Malta subì numerosi attacchi da parte dei musulmani: nel 1551, nel 1565 (“Grande Assedio”) e nel 1644. Furono tutti respinti.

Nel 1571, la marina dei Giovanniti, inquadrata nella “Lega Santa”, voluta da Pio V, si coprì di gloria a Lepanto, ove morirono circa sessanta cavalieri.

La decadenza fu inevitabile alla fine del XVIII secolo. La rivoluzione francese provocò la scissione dei cavalieri francesi in due partiti, cosicché Napoleone poté, senza difficoltà, conquistare l’isola di Malta nel 1798.

Successive vicende: passaggio dell’isola all’Inghilterra, destituzione del Gran Maestro de Hompesch, irresoluto difensore di Malta, elezione non regolare dell’imperatore di Russia Paolo I a Gran Maestro, cui successe fra’ G.B. Tommasi. Dal 1805 al 1871 si ebbe un governo di Luogotenenti. Nel 1834 la sede magistrale venne trasferita a Roma, sotto la diretta protezione dei Pontefici. Nel 1879 Leone XIII ristabilì la carica di Gran Maestro (fra’ G.B. Ceschi a Santa Croce).

Cessata la funzione bellica, durata oltre sei secoli, il servizio dei poveri e dei malati divenne l’occupazione più importante della milizia di San Giovanni.

L’Ordine ha visto nel suo seno un eletto stuolo di Santi e Beati (il Messale proprio del Sovrano Militare Ordine di Malta, ne annovera ben 12).

L’Ordine è “persona mixta”. Si distinguono ora tre gruppi di membri:

-          Cavalieri e Cappellani con i voti di castità, povertà e obbedienza;

-          Cavalieri che formulano una solenne promessa di obbedienza ai superiori e di piena osservanza della legge di Dio e dei precetti della Chiesa;

-          Cavalieri, Dame e Donati che, pur senza essere legati da voti o promesse, sono tenuti a dedicare la loro attività al servizio dell’Ordine e all’assistenza ospedaliera e sociale.

L’Ordine è diviso in Gran Priorati, Priorati e oltre quaranta Associazioni nazionali.

Il Sovrano Pontefice nomina, suo rappresentante nell’Ordine un Cardinale (“Cardinalis Patronus”) il quale è assistito dal Prelato, che è il Superiore ecclesiastico del Clero dell’Ordine.

I suoi 11.500 membri e 80.000 volontari (tra cui 10.000 tra medici e infermieri) si dedicano all’assistenza ai poveri e agli ammalati. Importante è l’attività di soccorso d’urgenza in caso di catastrofi naturali e di conflitti armati.

L’Ordine intrattiene rapporti diplomatici con 93 Stati.

















 
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